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Buon onomastico Mister President

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A volte penso che abbia una controfigura. Anche perché il personaggio dei cartoni animati a cui spesso viene avvicinato, l’orso Yoghi, e’ campione di pacio sita’. Per essere pacato, lui è pacato. Persino nei momenti più difficili in consiglio regionale non perde la calma. Continua a seguire interventi accidiosi contro la sua giunta e la sua maggioranza con quel suo sorrisetto tra l’inebetito e lo sfottente. Come se le critiche a cui viene sottoposto fossero gratuite e senza ragione. Un incassatore che prosegue dritto per la sua strada. Evidenziando via social, senza distinzione, provvedimenti veri e tanta fuffa. E pochi giorni fa, a seguito delle elezioni amministrative nei comuni liguri, che hanno avuto il risultato, forse inaspettato anche dal centro destra, di vedere eletta nel ballottaggio la Caprioglio, preferita alla dem Battaglia, a Savona c’è stato chi ha estratto dal cappello del prestigiatore, l’effetto “vento cambiato” e il modello di Giovanni Toti. Toti comunicatore, Toti presenzialista, Toti “prezzemolino” che posta sulla sua pagina Facebook e su quella Twitter ogni momento della sua vita istituzionale, significativo e meno significativo. Una sorta di stacanovista da pagina politica che apre la giornata, solitamente, con una immagine dei tetti di Genova ed augura ai suoi elettori il buon giorno. Toti che ha annesso alla Liguria Novi Ligure e che ha equivocato fra i tre porcellini e i nostri maro’ allora trattenuti in India, aumentandone il numero di una unità. Proprio come Timmy, Tommy e Jimmy. Come se i giudici indiani fossero il lupo da cui scappare. Forse in evidente trance agonistica. Toti, nei panni del capostazione del trenino di Casella, del supporter di Gigi D’Alessio, della comparsa accanto ai candidati sindaci del centro destra, dalla Liguria alla Lombardia, senza distinzione di causa o di sesso, inanellando chilometri e notti insonni. Ieri era la vigilia del suo onomastico, di nome fa Giovanni come il Battista e non come l’evangelista che si festeggia il 27 dicembre. San Giovanni Battista il protettore della nostra città, quasi che il suo nome fosse una premonizione. Beh, ieri avrebbe potuto tranquillamente dedicarsi alla famiglia, invece no. Come un fregoli qualunque, ha indossato la cuffietta del pasticcere poi il caschetto del muratore. Forse per rendere omaggio al suo presidente operaio convalescente, per il quale spera, anche se pubblicamente dice esattamente il contrario, che si risparmi lasciando l’agone della politica. Toti pronto ad abbrancare il timone del vascello ancora saldamente nelle mani di Berlusca. In fondo da tempo si dice che sia il delfino di mister B. Per dovere di cronaca chiarisco che nei panni di pasticcere e di manovale era intervenuto,sdoppiandosi, insieme ad altri assessori e politici, alla manifestazione stile artigiano. Comparsata grazie alla quale insieme a tanti colleghi per una volta ha provveduto a sfatare la diceria che la nostra cassa guadagna un sacco di soldi senza troppo impegno.
E nemmeno oggi si è risparmiato. L’arca di San Giovanni e la benedizione del mare al fianco del cardinale Angelo Bagnasco. Ovviamente la funzione a San Lorenzo. Poi una telefonata-intervista in coabitazione  con Padellaro a un giorno da Pecora. In cui, naturalmente, ha svelato che secondo lui mister B. non lascerà la politica. Anzi, se lo augura. I due,  reggente e delfino, si sono sentiti al telefono, ma, dopo i ballottaggi, non hanno parlato di politica. Forse giusto qualche accenno ai risultati dei ballottaggi, per incassare un po’ di complimenti e gonfiare il petto. Poi, udite, udite e provvedete a toccare le parti intime maschili, si è perfino lanciato in un pronostico. Italia-Spagna dei campionati europei finirà 2-1 per gli azzurri. In fondo a Savona l’ha azzeccata, ma io mi tocco lo stesso. E magari lo farà’ anche Antonio Conte che un po’ alla cabala ci crede.
Neanche un accenno al suo onomastico. Se non fosse per tal Paolone l’ africano che tempesta con i suoi post le pagine Facebook di personaggi del centro destra, dall’ex consigliere comunale Beppe Costa alla collega Lilli Lauro l’evento sarebbe passato inosservato. Ma si sono palesati gli auguri con tanto di foto del Nostro prezzemolino, con qualche chilo di meno. I ritocchini fanno miracoli.
Ah dimenticavo. A un giorno da pecora non si è sbilanciato su nulla, se non fosse per la partita dell’europeo – ma è noto che di calcio non ne capisca molto – guadagnandosi l’epiteto, forse ai nostri giorni dimenticato, di perfetto democristiano. Il vento è cambiato. Mica tanto poi.
Buon onomastico mister president.

 

 

 

 

Max Turbatore

Toti

 

 

 

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